STUDENTI PALESTINESI IN ITALIA, LA CULTURA COSTRUISCE LA PACE

Ott 29, 2025 | Cultura, Istruzione, Politica, Roma | 0 commenti

Aeroporto Militare di Roma Ciampino. Diversi gruppi di studenti palestinesi atterrano nel nostro Paese, e sono attesi dall’Università di Roma Tor Vergata. Sono venuti per seguire dei corsi universitari, grazie ad un programma di borse di studio. Il Rettore con emozione dichiara: “Sono orgoglioso di accoglierli”.

Dalle montagne di macerie a Gaza che hanno sepolto decine di migliaia di persone, dall’orrore dell’assalto a Israele il 7 ottobre 2023 che ha risvegliato vecchi fantasmi, una speranza si è materializzata nello stridore delle ruote dei voli speciali della Guardia di Finanza. che planano nell’aeroporto romano.

Mentre la tregua ogni giorno cerca spiragli per andare avanti, le parti in campo diventano più ragionevoli e cercano di mantenere vivo il sentiero così dolosamente costruito. Ma la partita si giocherà sull’identificazione e costruzione di una leadership e della classe dirigente Palestinese, capace di mantenere l’obiettivo dei “due popoli, due stati”; per attuare ciò si dovrà intervenire sull’occupazione dei territori da parte degli israeliani, al tempo stesso però indebolendo gli aspetti più radicali delle frange armate della controparte araba.

Oltre al sostegno politico degli Stati che giocano nello scacchiere internazionale, sono necessarie istruzione e formazione, e la mobilitazione del mondo culturale tramite le Istituzioni pubbliche e private, che già da anni hanno avviato canali che ora stanno “portando acqua”, oltre che ai Palestinesi in guerra, alla speranza di una pace duratura.

Sulla scia di questa lettura sono le dichiarazioni di qualche giorno fa rilasciate da Arab Barghouti, ad Otto e mezzo su La7 e Rai News, che ricordando la figura del padre Marwan Barghouti, condannato da un tribunale israeliano con cinque sentenze all’ergastolo, ha rilasciato questa dichiarazione: “Ai palestinesi servono elezioni, serve votare ed eleggere una leadership credibile. Dopo tutti i traumi che i palestinesi hanno dovuto subire negli ultimi decenni, bisogna smettere e far cessare questo ciclo di violenza».

Palestinesi in Italia università politica cultura formazione - FOTO la presse

Palestinesi in Italia università politica cultura formazione – FOTO la presse

 

GLI STUDENTI E IL PROGETTO

Saja, 20 anni, iscritta al Corso di Laurea Triennale in Scienze del Turismo, ed il ventitreenne Fawzy, iscritto al Corso di Laurea Magistrale in Business Administration, fanno parte del gruppo di sei studenti, ai quali se ne sono aggiunti altri 50, per poi arrivare quasi fino a 100, vincitori delle borse di studio messe a disposizione dalle università italiane aderenti, e destinate a studenti e studentesse residenti nei Territori Palestinesi. Ad accompagnarli c’è anche una “quota” di ricercatori e visiting professor.

L’iniziativa fa parte del Progetto “IUPALS – Italian Universities for Palestinian Students, coordinato da CRUI – Conferenza dei rettori delle Università Italiane, condiviso con il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, il Ministero dell’Università e della Ricerca, il Consolato Generale d’Italia a Gerusalemme, prevedendo come partner locali le Scuole di Terrasanta e la Fondazione Giovanni Paolo II.

IUPALS, per cui è attivata l’evacuazione da Gaza con l’assistenza del Governo Italiano, prevede esclusivamente percorsi di di studio e non si occupa di ricongiungimenti familiari, i quali eventualmente possono essere attivati una volta regolarizzata la posizione in Italia con permesso di soggiorno e presentando domanda presso le Prefetture, come già sta accadendo. Insieme agli studenti infatti, sono arrivati in Italia anche 16 cittadini palestinesi che viaggiano per ricongiungersi con i propri familiari.

Ogni borsa deve rispettare i requisiti minimi, e quindi prevedere:

  • Tasse universitarie;
  • Vitto e Alloggio: residenze e mense universitarie, strutture convenzionate, altre soluzioni idonee identificate dagli Atenei;
  • Assicurazione sanitaria: iscrizione al SSN oppure sottoscrizione di una polizza privata, altre soluzioni idonee identificate dagli atenei;
  • Viaggio aereo dei borsisti per l’arrivo in Italia, soprattutto per i borsisti di Gaza.

Ad attendere gli studenti anche i rappresentanti delle 22 università che li accoglieranno su tutto il territorio nazionale: Bergamo, Brescia, Camerino, Catania, Ferrara, Milano Bicocca, Modena e Reggio Emilia, Napoli Federico II, Napoli Parthenope, Padova, Parma, Perugia (Università degli Studi e Università per Stranieri), Piemonte Orientale, Roma La Sapienza, Roma Tor Vergata, Siena (Università per Stranieri), Torino (Politecnico e Università degli Studi), Udine, Urbino, Varese-Insubria.

Questo programma di studio è parte di un supporto umanitario più ampio che l’Italia sta mettendo in campo per prestare aiuto in Medioriente: sono circa 1.200 i palestinesi finora evacuate dalla Striscia di Gaza e accolti nel nostro Paese da ottobre 2023.

La Ministra Bernini in Giordania con alcune stidentesse Palestinesi

La Ministra Bernini in Giordania con alcune studentesse Palestinesi

 

LA DIPLOMAZIA CULTURALE IN ATTO DA PARTE DEI PARTNER DI PROGETTO

L’impulso che si sta dando con questa sorta di “Erasmus”, non è isolato, ma si inquadra in una attitudine che si manifesta da diversi anni. La cooperazione culturale tra Italia e Palestina è frutto di un reciproco crescente interesse, e riflette una comune appartenenza, pur nelle differenze, dei popoli del Mediterraneo. Il pubblico palestinese è attratto dalla cultura italiana, e ciò si manifesta in una grande partecipazione a eventi ed attività promosse dal Consolato Generale d’Italia a Gerusalemme.

Questa vicinanza è stata sancita, tra gli altri, da due documenti. Il primo è un Memorandum of Understanding (MoU) tra il nostro Ministero per i Beni e le Attività Culturali e il Ministero del Turismo e delle Antichità palestinese (Roma, 2012), finalizzato alla tutela, conservazione e recupero del patrimonio culturale. Il secondo è la Dichiarazione Congiunta dei due Ministri dei Beni Culturali (Betlemme, 2013), che tutela e promuove il patrimonio culturale Palestinese per lo sviluppo economico, grazie all’esperienza italiana.

Laboratori di arte ed artigianao realizzati in Palestina - FOTO: proterrasancta.org

Laboratori di arte ed artigianao realizzati in Palestina – FOTO: proterrasancta.org

Da diffondere l’opera già strutturata delle Scuole di Terrasanta, che si condensa nelle parole di P. Francesco Patton, Custode di Terra Santa: “C’è un forte impegno nel settore educativo e culturale, attraverso le scuole francescane di Terra Santa che educano circa 10.000 studenti. Queste scuole sono riconosciute come un modello di convivenza e di dialogo interreligioso e contribuiscono a creare e promuovere un clima di convivenza pacifica tra la maggioranza musulmana e la minoranza cristiana presenti nella maggior parte delle città in cui viviamo e operiamo”.

Sullo stesso filone è il disegno che sta tracciando la Fondazione Giovanni Paolo II, la quale con diverse idee in atto sta tutelando lo sviluppo della persona e delle comunità a 360 gradi, a partire dai bambini, e che, una volta intervenuta nelle emergenze (guerre, siccità, carestie, migrazioni di massa), costruire percorsi e opportunità di crescita duraturi nel tempo.

 

LE DICHIARAZIONI DELLE AUTORITA’

Presenti anche l’Ambasciatrice Palestinese a Roma, Mona Abuamara, la Rettrice dell’Universita’ “La Sapienza” Antonella Polimeni, il Rettore dell’Universita’ Tor Vergata, Levialdi Ghiron e il Vice Rettore dell’Universita’ di Camerino, Tondi.

“Siamo orgogliosi di questa iniziativa che ci consente di poter accogliere degli studenti che provengono da una zona difficile, un territorio di guerra” ha dichiarato Nathan Levialdi Ghiron. “Noi possiamo fornire un grande servizio a queste persone: formarli in un ambiente sereno, ospitale, che ci consentirà di dare loro un grande contributo

Ad accogliere i ragazzi c’era il Vicepremier e Ministro degli Esteri Antonio Tajani e la Ministra dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini, che hanno reso dettagli sul Progetto in corso ma anche sull’impegno dell’Italia in Medioriente, nell’ambito della soluzione alla crisi Palestinese:

“Abbiamo aperto un corridoio universitario con il ministro Bernini, l’obiettivo è quello di formare in Italia la futura classe dirigente dello Stato palestinese. Continueremo a lavorare in questa direzione: grazie all’impegno di tante Università italiane questi ragazzi avranno la possibilità di studiare in italiano ed in inglese”.

Studenti e familiari Palestinesi accolti dal Ministro Tajani e dalla Ministra Bernini

Studenti e familiari Palestinesi accolti dal Ministro Tajani e dalla Ministra Bernini

“Questo corridoio umanitario per gli studenti è un unicum, è l’unico che esista al mondo. La Farnesina lo sta coltivando con grande attenzione dato che con gli Stati bisogna saper parlare” ha dichiarato Anna Maria Bernini. ”Le borse di studio sono tra le 160 e le 170”, ha aggiunto Bernini, che ha proseguito sottolineando la volontà da parte dei formatori e dei ragazzi, di concludere la formazione e tornare in Palestina per contribuire allo sviluppo della loro terra.

Tajani parla anche dell’azione diplomatica svolta con Israele e la Giordania, che lo sottolineiamo, hanno appoggiato questo sistema e permesso i ‘corridoi universitari’ da Gaza, approdati in Italia (non solo a Ciampino) in queste settimane: “Abbiamo un accordo grazie ai nostri colloqui con Israele per fare arrivare in Italia anche altri studenti. Credo sia un risultato importante che aiuta la popolazione gazawi e dà una prospettiva a questi giovani che dopo anni di sofferenza, distruzione e morte si possono formare nel nostro Paese nel modo migliore”.

L’Italia, nel solco della sua tradizione politica di forte interesse nel Medioriente, sembra già guardare ad un futuro: “Stiamo lavorando per essere co-organizzatori della conferenza sulla ricostruzione che si terrà in Egitto a metà novembre. Ieri una delegazione italiana è andata ad Amman per preparare il futuro della presenza italiana a Gaza e per la formazione delle forze di polizia, stiamo lavorando a stretto contatto coi i giordani. Siamo pronti a mandare altri carabinieri a Rafah e a Gerico per la formazione della polizia palestinese, a svolgere il ruolo che potremo anche per la futura governance del territorio”.

Arte per la pace, realizzata in Palestina nell'ambito di laboratori interculturali

Arte per la pace, realizzata in Palestina nell’ambito di laboratori interculturali

 

Un futuro, insomma, nel quale sarà richiesto alla comunità internazionale di creare le condizioni politiche, sociali ed umanitarie per il redicamento di un concetto di giustizia che “riconosca le ragioni dell’altro”, e di un percorso di sviluppo che sia invece “costruito insieme all’altro”.

«La conoscenza è il primo ponte che unisce i popoli e restituisce speranza. Accogliere questi giovani nelle nostre università – sottolinea la Bernini – significa dare loro non solo un’opportunità di crescita personale e professionale, ma anche la possibilità di diventare protagonisti della rinascita del loro Paese. L’università è il luogo dove la cooperazione internazionale si traduce in futuro, dove il diritto allo studio diventa un diritto alla pace».

 


Luca Pezzotti, Redazione InfoLazio24


 

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