Trovato su un sentiero un fermaglio di Sarah. Proseguono le ricerche in montagna. Perquisiti anche casolari vicino Cassino.
Un lavoro congiunto tra procure di Sulmona e Cassino, il cui Palazzo di Giustizia segue da anni le vicende della famiglia: a Cassino è radicata la competenza per la causa di separazione tra i genitori delle ragazze.
Ricostruiamo la vicenda, dalla scomparsa fino agli ultimi aggiornamenti, fornendo elementi sul contesto familiare in cui è avvenuta questa angosciante vicenda.
UNO SCENARIO TETRO
Dicono che era una notte di luna calante, buia e poco rassicurante per via dei lupi che si aggirano fra quelle montagne. Ma le sorelle hanno comunque deciso di uscire approfittando di una porta rotta. E da allora non hanno più fatto ritorno. Questa è la ricostruzione più attendibile fin ora prodotta dagli investigatori, e si sta cercando di capire se qualcuno le ha aiutate, o le ha sottratte, e la prima pista potrebbe essere quella della famiglia.
Purtroppo, in questi casi il sangue si gela, perché si vanno avanti ipotesi molto peggiori, come ricordano gli inquirenti stessi: un circuito di adozione illegale, prostituzione minorile, sequestro di persona, traffico d’organi.
LA SCOMPARSA
Nelle parole del Procuratore Luciano D’Angelo, in un’intervista al Corriere della Sera, apprendiamo dettagli su quanto accaduto nelle ore precedenti la scomparsa.
Avrebbero preparato vestiti, trucchi e altri effetti personali. Dettagli che fanno ipotizzare un allontanamento volontario, che sarebbe avvenuto tra le 2 e 5 nella notte tra il 6 e il 7 giugno. Trovati anche degli strani messaggi in codice che gli inquirenti stanno cercando di decifrare.
Sono stati analizzati anche video di sorveglianza. Oltre al filmato che traccia il loro ultimo avvistamento, ce n’è un altro in cui un’automobile sostava nei pressi della casa famiglia, nel periodo in cui ci sarebbe stato l’ipotizzato allontanamento, o la sottrazione. Le parole del Procuratore: “In realtà le telecamere ne inquadrano tre, non trecento come ho sentito dire. Ma purtroppo succede che, un po’ per la scarsa qualità delle immagini, un po’ per la spending review, un po’ perché non era una notte di luna piena, le targhe non sono visibili. Si distingue solo il tipo di macchina. Ma non essendo Ferrari o Bugatti la ricerca si complica”.
Dopo la denuncia del padre, Stefano Di Giacinto, che aveva lamentato la scarsa vigilanza da parte della casa famiglia che ospitava le figlie, i responsabili della struttura sono stati indagati per abbandono di minori.
LA SPERANZA E LE RICERCHE
Adesso, un fermaglio rosso. Un piccolo oggetto, una traccia che accende la speranza nella vicenda della scomparsa delle due ragazzine. Dovrebbe essere di Sarah, ed è stato rinvenuto su un sentiero vicino alla casa famiglia a Civitella Alfedena.
A riferirlo all’ANSA è Alessia Natali, referente della sezione territoriale per l’Abruzzo di Penelope, l’Associazione che si occupa di supporto alle famiglie di persone scomparse.
Un primo concreto segnale del passaggio delle sorelle Sarah e Alisya, di 12 e 16 anni, scomparse due settimane fa dalla casa famiglia di Civitella Alfedena che le ospitava, in provincia dell’Aquila, dopo essere state tolte ai genitori.
Un elicottero dei Vigili del Fuoco si è alzato in volo a bassa quota sull’area, compiendo ricognizioni tra le montagne e il Lago di Barrea. Anche se poi è stato smentito che fosse dedicato a questo caso.
Diverse perquisizioni sono state compiute anche nel Cassinate alla ricerca delle sorelle di Minturno.
Massimo riserbo del Procuratore della Repubblica di Cassino, Carlo Fucci, che sul tema non ha voluto rilasciare dichiarazioni limitandosi a non smentire la notizia.
Le perquisizioni compiute nel Lazio hanno riguardato zone di campagna, in particolare alcuni casolari.
La decisione di procedere con questa metodologia di indagine è arrivata a poche ore dalle dichiarazioni del fidanzatino della sorella maggiore, Alysia, che ha ammesso agli inquirenti di sospettare che le ragazze fossero in un luogo segreto con dei parenti che le avrebbero aiutate nella fuga.
Al momento solo una ipotesi, non vi è alcuna evidenza a supporto, ma gli investigatori non vogliono lasciare nulla di intentato. Al momento c’è aperto un fascicolo per “sottrazione consensuale di minori”.
COSA E’ ACCADUTO PRIMA DELLA SCOMPARSA
Sono nate e cresciute a Minturno, in Provincia di Latina, dove vivono i genitori, che si sono lasciati sette anni fa creando una situazione burrascosa, al punto da indurre il tribunale a privare entrambi della potestà genitoriale, e ad inserire le sorelline nel circuito delle strutture protette. Prima nella casa famiglia di Kirikù a Cassino, poi nella Comunità protetta Hope a Civitella Alfedena.
Nel maggio scorso la misura era venuta meno per il papà, e la sentenza parlava espressamente di «pervicace opposizione della madre, Valentina D’Acunto, alla ripresa dei rapporti tra le minori e il padre, con atteggiamenti manipolatori e condizionanti sulle minori».
Per altro tempo fa il padre aveva accusato la moglie di aver già tentato di portare via una delle figlie dalla casa famiglia.
Interrogato dai Carabinieri il fidanzato di Alisya, un 18enne di origini egiziane conosciuto nella casa famiglia. Anche per avere chiarimenti sulle accuse gravi che il giovane ha poi ripetuto a La vita in diretta. «Tempo fa la madre le aveva scritto: un giorno vi vengo a prendere con la forza, anche di notte».
Il giovane ha detto che le due sorelle non si sarebbero mai allontanate da sole, anche per il contesto pericoloso in cui cimentarsi in una figa; opinione questa condivisa con il papà delle due giovani.
di Luca Pezzotti, Redazione di InfoLazio24
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FONTE: ANSA – Corriere della Sera













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