di Luca Pezzotti, Redazione di InfoLazio24
Le sue origini risalgono al XIII secolo quando la Santa Sede affidò alla famiglia degli Annibaldi il borgo di Sermoneta ed altre città vicine.
Il maniero nacque in un punto strategico tra Roma e Napoli, più come fortezza militare che come residenza nobiliare: pareti spesse oltre tre metri, tutta la struttura protetta da una cinta muraria che poggia sulla roccia viva.
Come viva appare la sua storia, che si intreccia con avvenimenti e protagonisti che hanno segnato le vicende dell’Occidente.
Ma ciò che il Papato aveva dato, il Papato poteva togliere, e certo per gli Annibaldi l’affare fu colossale, ed immaginiamo anche per l’acquirente. Fu ceduto infatti per 130.000 fiorini, con i territori cui si riferiva, a Pietro Caetani, nipote del famoso Papa Bonifacio VIII di dantesca memoria.
Una cifra gigantesca, per dare un’idea concreta: un artigiano poteva guadagnare circa 20–40 fiorini l’anno, un buon palazzo urbano poteva costare alcune migliaia di fiorini, mantenere una piccola compagnia armata costava qualche centinaio o migliaio di fiorini all’anno.
Quindi 130.000 fiorini permettevano di mantenere centinaia di soldati per anni, acquistare vaste terre, finanziare restauri o ampliamenti di castelli, sostenere matrimoni nobiliari strategici, influenzare politica papale e feudale.
Tradotto in termini moderni, come semplice valore monetario parliamo di circa 30–35 milioni di euro, ma come “peso economico e politico reale” probabilmente oltre 150 milioni di euro equivalenti.
Invece per i Caetani, rappresentava il controllo di interi territori nell’Agro Pontino e nel Lazio meridionale, anni di rendite feudali, una cifra sufficiente a consolidare alleanze con famiglie aristocratiche e ambienti vicini al papato.
I Caetani resero la Rocca degli Annibaldi una vera e propria fortezza militare, con nuovi edifici e ben cinque cerchie di mura, che, grazie a un sistema di ponti levatoi, garantivano la possibilità di isolare la torre in caso di attacco.
Nella metà del 1500, sotto il governo di Onorato III Caetani, Sermoneta conobbe il suo maggior splendore. Onorato era attivo, energico, un comandante nato, come dimostrò nientedimeno che nella Battaglia di Lepanto.
La famiglia diventò così forte che Onorato fu vittima di un attentato, ordito dai Borgia. Appena eletto, Papa Alessandro VI Borgia scomunicò i Caetani e confiscò tutti i loro feudi per affidarli ai figli Cesare e Lucrezia Borgia. Poi completo il castello con opere di fortificazione, ad opera di Antonio da Sangallo.
La struttura ospitò i più grandi tra Imperatori e Papi, da Federico II a Carlo V, da Grogorio XIII a Sisto V.
Napoleone e i suoi soldati lo saccheggiarono, asportando tra l’altro 36 cannoni, e lo trasformarono in carcere.
Verso la fine del 1800 il castello tornò ai Caetani, che grazie a Gelasio fu sottoposto ad un imponente restauro.
Nella II Guerra Mondiale, durante lo sbarco di Anzio del 1944, il castello è stato abitato ancora dai Caetani e dai loro coloni fuggiti dalla pianura pontina.
Dal 1977 il castello appartiene alla Fondazione Roffredo Caetani, creata dall’ultima discendente dei Caetani di Sermoneta Lelia Caetani, nell’anno della sua scomparsa.
COPYRIGHT FOTO:
FOTO DI COPERTINA: By Greymouser – Own work, CC BY-SA 4.0
FOTO DELLA TORRE: Di Fiore S. Barbato – https://www.flickr.com/photos/fiore_barbato/13470087953/ , CC BY-SA 2.0
FOTO COMPLESSIVA: Di WikiRomaWiki – Opera propria, CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=121476787
FOTO DEI GRAFFITI: Di Fiore S. Barbato – https://www.flickr.com/photos/fiore_barbato/13470323714/ , CC BY-SA 2.0
FOTO FINALE: Ig paola__ottaviani










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