di Luca Pezzotti, Redazione di InfoLazio24
Roma prova a voltare pagina nella manutenzione urbana con una riorganizzazione profonda, pensata per rendere più rapidi gli interventi e più uniforme la qualità delle opere in tutta la città.
E’ stato approvato il nuovo regolamento, che prevede più controlli, tempi certi per i ripristini e stop ai cantieri ripetuti sulle stesse strade, ovvero alle strade rifatte e poi scavate di nuovo dopo poche settimane.
Chi apre un cantiere dovrà ripristinare tutto, evitando buche e transenne abbandonate. Ci sarà un maggior coordinamento tra i diversi interventi di un cantiere. Previsti tempi certi per gli interventi.
Nei piani si prospettano meno disagi per cittadini, pendolari e imprese che utilizzano le strade, maggiore resa degli investimenti compiuti, decoro urbano più accettabile per abitanti e turisti.
Il problema delle buche e dei cantieri stradali affligge anche le altre Province del Lazio, la speranza è che questo nuovo modello funzioni finalmente e possa essere di riferimento per tutta la Regione.
Analizziamo nel dettaglio il provvedimento.
Le buche di Roma ormai sono diventate ormai proverbiali, e se occorre considerare la grandezza e la complessità del sistema viario romano, occorre anche sottolineare che la nostra Capitale è di gran lunga la peggiore città d’Italia in questo campo.
Le buche romane sono diventate protagoniste sui social, fanno il giro del mondo contribuendo a una immagine negativa che danneggia la città.
Ogni giorno, residenti, pendolari e turisti devono fare i conti con strade dissestate, marciapiedi impraticabili e carreggiate che si sfaldano, soprattutto dopo forti piogge.
La combinazione tra traffico pesante, scarsa manutenzione preventiva e gestione amministrativa frammentata, ha trasformato le strade in un labirinto a ostacoli, con un altissimo prezzo in auto danneggiate, scooter sbalzati, biciclette distrutte, passanti feriti, ma soprattutto un numero inaccettabile di morti.
Sopravviene la sensazione diffusa del fallimento della governance urbana, con la minestra riscaldata che vede ogni Giunta promettere piani straordinari di asfaltatura e ripristino, che si traducono nella sensazione di interventi spot, di breve durata, con subappalti che sanno di materiali scadenti, con la carenza di manutenzioni cicliche, mappature aggiornate della situazione e degli interventi in corso o previsti.
Il danno reputazionale non colpisce solo l’amministrazione pubblica, ma si riflette su cittadini e attività commerciali: la percezione di incuria alimenta sfiducia, alienazione, scoraggiamento civico.
IL NUOVO REGOLAMENTO
Vengono sostituite e aggiornate le disposizioni del 2016, modificate nel 2021, adeguandole alle pronunce del Consiglio di Stato e alle novità del Codice delle Comunicazioni Elettroniche.
Il provvedimento è il risultato di un lavoro condiviso con i Municipi e i tecnici del Dipartimento Lavori Pubblici e Infrastrutture.
Si dovrebbe avere un miglioramento sulla qualità dei ripristini stradali, sostanzialmente limitare il ripetersi di lavori ravvicinati sulle stesse carreggiate, tutelando gli investimenti compiuti negli ultimi anni.
PIÙ COORDINAMENTO TRA I CANTIERI
A Roma i cantieri stradali dovrebbero diventare più coordinati e meno invasivi, grazie alla modifica delle norme che disciplinano gli interventi nel sottosuolo per la posa e la gestione dei servizi a rete. Vi sarà l’introduzione di una programmazione più rigida degli scavi e una valutazione dell’effetto cumulativo dei lavori sulla stessa strada.
Dovrebbe così diradarsi il continuo, e a tratti estenuante, susseguirsi di cantieri con ripetute manomissioni dell’asfalto nel giro di pochi mesi, che compromettono la durata e la qualità complessiva delle strade.
Introdotta anche una limitazione temporale agli interventi sulle strade recentemente rifatte. Non sarà possibile eseguire scavi per 5 anni sulle nuove strade, per 3 anni su quelle interessate da manutenzione straordinaria e per 2 anni sulle carreggiate oggetto di manutenzione ordinaria.
RIPRISTINI PIÙ RAPIDI E RESPONSABILITÀ RAFFORZATE
Il regolamento introduce anche tempi più stringenti per i ripristini stradali, per ridurre così la permanenza delle sistemazioni provvisorie. Gli interventi urgenti dovranno essere effettuati immediatamente, i lavori ordinari entro 30 giorni.
Si introducono procedure considerate più chiare e tracciabili, che prevedono un maggiore coordinamento per i lavori complessi o che coinvolgono più Municipi.
Inoltre, fino al completamento definitivo dei lavori, le aziende avranno in consegna la strada e dovranno garantire la qualità del ripristino anche successivamente ai collaudi o ai certificati di regolare esecuzione. Si rafforzerebbe così il sistema delle responsabilità per i soggetti che eseguono gli interventi.
Particolare attenzione viene riservata anche alla tutela ambientale e al patrimonio arboreo, con specifiche prescrizioni per le aree interessate dalla presenza di alberature stradali.
Trovano spazio nuovi obblighi di controllo e manutenzione periodica per armadi stradali e chiusini, peri migliorare sicurezza, decoro urbano e qualità dello spazio pubblico.
ACCORDI QUADRO PER BUCHE, MARCIAPIEDI E PISTE CICLABILI
La nuova impostazione mette insieme strade principali e secondarie in un unico sistema di gestione, superando una divisione che per anni ha rallentato qualsiasi cosa. L’obiettivo è ridurre il tempo di risposta, aumentare il controllo e restituire continuità a una rete viaria enorme, estesa per circa ottomila chilometri.
Il cuore del cambiamento sono quindici accordi quadro, uno per ciascun Municipio, attraverso cui il Campidoglio potrà attivare manutenzioni e pronto intervento con maggiore flessibilità.
Sembra superata la gara tradizionale, per dare spazio ad uno strumento che consente all’amministrazione di avere operatori già selezionati a cui affidare, di volta in volta, i lavori necessari senza dover ripartire ogni volta da una nuova procedura.
Un cambio di prospettiva importante: la strada non viene più considerata un semplice tratto da riparare, ma come un’infrastruttura complessa, fatta di elementi che devono funzionare insieme. Se uno si degrada, ne risente l’intero sistema. E a pagarne il prezzo sono, come sempre, i cittadini.
La portata del piano non riguarda soltanto l’asfalto e le buche. Dentro questo perimetro rientrano anche marciapiedi, corsie preferenziali, piste ciclabili, sedi tranviarie, spartitraffico e segnaletica, in una visione più ampia della manutenzione urbana.
I cantieri, nelle intenzioni, dovranno partire con maggiore rapidità e con un livello più alto di tracciabilità, grazie all’obbligo per gli operatori di dotarsi di strumenti digitali per monitorare, registrare e rendicontare ogni fase del lavoro.
Ma anche più trasparenza e più possibilità di verificare la qualità degli interventi nel tempo.
I NUMERI
Il valore complessivo dell’operazione si aggira intorno ai 600 milioni di euro per i prossimi tre anni, una cifra rilevante, che racconta la volontà di passare da una logica emergenziale a una manutenzione più programmata.
Questo nuovo assetto si inserisce in un percorso già avviato negli ultimi anni.
Dal 2022 a oggi, il Dipartimento lavori pubblici ha coordinato interventi su oltre 630 chilometri di grande viabilità, pari a circa l’80 per cento delle strade principali, utilizzando fondi capitolini e risorse legate al Giubileo. Il totale degli investimenti ha superato i 330 milioni di euro.
CONCLUSIONI
Roma ha bisogno di una gestione più moderna, ordinata ed efficiente, capace di ridurre i disagi e di restituire coerenza a un sistema urbano troppo spesso percepito come disomogeneo.
La manutenzione, in fondo, non è solo un lavoro tecnico. È una forma concreta di governo della città. E quando funziona davvero, si vede subito: nelle strade più sicure, nei cantieri più rapidi, nei marciapiedi più accessibili e in una quotidianità un po’ meno faticosa per chi Roma la vive ogni giorno.
FOTO di copertina da ilpost.it














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