di Luca Pezzotti, Redazione di InfoLazio24
Conti, auto e orologi di lusso, sequestrati beni per oltre un milione di euro riconducibili a quattro soggetti detenuti, fra cui due figure considerate di primo piano nella criminalità organizzata capitolina.
Colpo alla criminalità organizzata romana, stavolta nel mirino soldi e ai beni di valore.
I Carabinieri del Nucleo Investigativo di Roma, insieme ai reparti competenti sul territorio, hanno eseguito un sequestro preventivo urgente disposto dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura di Roma. L’obiettivo è togliere ossigeno economico a chi costruisce fortune su attività illegali.
Il provvedimento colpisce quattro persone attualmente in carcere, tra cui due importanti appartenenti al Clan Senesi, finiti in manette il 5 dicembre 2025. Si era trattato di un’operazione che aveva coinvolto 14 indagati, che erano stati accusati di reati pesanti quali tentato omicidio, traffico di droga, estorsioni e sequestri di persona, spesso condotti con modalità mafiose.
Dunque dopo la prima fase degli arresti, le indagini si sono spostate sui patrimoni e sulle consuete anomalie che emergono in questi casi: beni e disponibilità economiche troppo elevate rispetto ai redditi dichiarati. Una sproporzione che ha permesso di applicare la “confisca allargata”, strumento che permette di attaccare ricchezze che si ritiene possano essere frutto di attività illecite.
A conti fatti si è trattato di un sequestro da oltre un milione di euro, sotto sigilli ci sono tre auto, una moto, venti orologi di lusso, conti correnti e due cassette di sicurezza.
Ma i Carabinieri, nel corso delle operazioni, hanno scoperto altri valori, che non erano inizialmente inseriti nel decreto, parliamo di somme di denaro su conti intestati alla moglie di uno degli indagati e sette orologi di alta gamma custoditi in una cassetta di sicurezza, per un valore di circa 150mila euro.
Un’operazione che conferma una linea ormai consolidata, che tende a non fermarsi agli arresti, ma è strutturata per continuare fino ad intercettare e sottrarre ciò che è stato accumulato in termini di ricchezza.
Sono i soldi lo scopo, ma anche il motore, dell’attività criminale organizzata, e questi vanno attaccati così come l’immagine di potere di chi detiene il patrimonio. Tutto ciò tiene in piedi relazioni, protezioni, capacità di pressione e possibilità di reinvestimento, ed è questa catena che va spezzata per ottenere risultati duraturi verso quella che si conferma essere una rete criminale potente, che ai castelli ha messo le radici.
FOTO: Carabinieri








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