di Luca Pezzotti, Redazione di InfoLazio24
Illustriamo le caratteristiche del nuovo impianto, i controlli e i monitoraggi previsti, forniremo i numeri e la descrizione dell’opera e delle infrastrutture connesse, e parleremo anche dei principali dubbi su questa opera controversa di cui si parla da anni, ma anche delle paure da sfatare.
Una svolta storica che chiude una vicenda di ritardo strutturale dell’Italia o un’opera che invece di aiutare l’ambiente lo aggrava di ulteriore inquinamento?
Insomma cerchiamo di capire, e soprattutto non smettiamo di informarci, abbiamo tempo per toglierci i paraocchi, in un senso o nell’altro. E nel frattempo, favorevoli o no, sfruttiamo gli strumenti di monitoraggio e controllo che verranno attivati, frutto, siamo sicuri concedendo il beneficio del dubbio, sia della sensibilità ambientale di costruttori ed appaltanti, sia dei cittadini che hanno tenuto la guardia alta.
CONTESTO EUROPEO
Roma è una delle ultime grandi capitali dell’Europa occidentale, e certamente una delle ultime grandi capitali UE, a non avere un termovalorizzatore dedicato al proprio ciclo dei rifiuti.
Pur essendo in pesante ritardo verso le Nazioni Europee nostre dirette concorrenti politiche ed economiche, ci sono ancora della Capitali che non hanno il termovalorizzatore: Atene, Bucarest, Sofia, Zagabria.
DOVE E CHI
Verrà realizzato nell’area industriale di Santa Palomba. Nessun ritardo insomma, nessuno slittamento, di quelli che in tante occasioni hanno caratterizzato le grandi opere italiane: l’apertura dei cantieri era infatti prevista entro l’estate.
Gli aggiudicatari del Progetto sono riuniti nel Raggruppamento di imprese guidato da Acea Ambiente con le imprese Suez Italy, Kanadevia Inova, Vianini Lavori e Rmb e RenewRome; quest’ultima gestirà l’impianto per i prossimi 33 anni.
SOSTENIBILITA’ INTEGRATA
Il progetto prevede la realizzazione di un Parco dell’Economia Circolare, un’area attrezzata con spazi per la ricerca, coworking, una serra, un giardino pubblico e una torre panoramica di oltre 70 metri.
Saranno costruiti quattro impianti per il recupero delle ceneri pesanti, un impianto fotovoltaico, una rete di teleriscaldamento e un sistema sperimentale per la cattura della Co2.
Il termovalorizzatore, inserito nel Piano Rifiuti approvato nel 2023, punta al raggiungimento del 70% di raccolta differenziata, riducendo a zero il ricorso alle discariche, ed è stato progettato per integrarsi in modo funzionale con l’intero ciclo della differenziata.
Le tecnologie adottate sono le più avanzate esistenti, e garantiranno un impatto ambientale estremamente contenuto, con emissioni nettamente inferiori ai limiti fissati dalle direttive europee e dalle Best Available Techniques (Bat) e all’inquinamento provocato dal traffico di una strada.
MONITORAGGIO AMBIENTALE
Passaggio delicato quello sul controllo degli effetti ambientali dell’opera. I parametri sulle emissioni, sul suolo, acqua, vegetazione e rumore, saranno seguiti dal Piano di Monitoraggio Ambientale approvato nel Paur, Provvedimento Autorizzatorio Unico Regionale, e sono già stati rilevati ante operam e lo saranno durante la costruzione e l’esercizio dell’impianto.
Per mantenere un’impronta idrica pressoché nulla sulla falda sottostante, si punta anche a ridurre il prelievo idrico esterno, infatti si dovrà utilizzare acqua piovana recuperata e acqua proveniente dal depuratore di Santa Maria in Fornarola, trattata per renderla idonea al riuso industriale. È prevista anche la condotta per l’acqua potabile destinata agli usi igienico-sanitari.
Programmata anche la messa in sicurezza del Fosso della Cancelliera, oggi su un tracciato abusivo.
SORVEGLIANZA AMBIENTALE
E’ stato anche avviato il percorso per il Piano di sorveglianza e monitoraggio sanitario. Il primo incontro tecnico si è svolto il 5 maggio insieme ad Arpa, Dipartimento di Epidemiologia, Asl Roma 2, Asl Roma 6, e consulenti tecnico-scientifici. Si dovrà definire il protocollo d’intesa e gli strumenti di sorveglianza sanitaria collegati all’impianto.
Il trasporto dei rifiuti avverrà attraverso la linea ferroviaria che raggiunge il polo intermodale di Santa Palomba. Un protocollo con il Gruppo Ferrovie definisce le modalità operative, con l’arrivo dei materiali nella fascia notturna, limitando l’impatto sulla viabilità ordinaria.
VIABILITA’
Centrale per il quadrante sud Il tema del traffico, e si intende costruire un quadrilatero viario formato da Laurentina, Ardeatina, Porta Medaglia e Valle Caia, per assorbire meglio i flussi industriali e commerciali della zona.
Il Piano viabilità da 31 milioni, prevede tre linee d’intervento: provincializzazione di via di Porta Medaglia, nuova gestione del tratto di via Ardeatina dal Grande Raccordo Anulare a via Falcognana, l’adeguamento della S.P. Cancelliera e di via di Valle Caia.
L’IMPEGNO ALLA TRASPARENZA
E’ online il sito dedicato all’impianto, renewrome.com, spazio informativo sul progetto, sul funzionamento del termovalorizzatore e sulle domande più frequenti. Il portale ospiterà una sezione dedicata al monitoraggio in tempo reale delle emissioni.
I NUMERI
Un investimento di 1 miliardo di euro. E’ prevista la prima consegna dei rifiuti per novembre 2029.
Il nuovo impianto sarà in grado di trattare 600mila tonnellate all’anno, rifiuti indifferenziati e non riciclabili, e sarà alimentato da conferimenti su rotaia.
Produrrà energia termica ed elettrica (65 MW complessivi) sufficiente ad alimentare circa 200mila famiglie e permetterà ogni anno il recupero di 10mila tonnellate di acciaio, 2mila di alluminio e 1.600 di rame.
LE OPPORTUNITA’ PREVISTE
L’intervento rappresenta anche una opportunità di rigenerazione urbana per l’area industriale di Santa Palomba, con un miglioramento dell’accessibilità, dei servizi e delle infrastrutture.
La Capitale potrà finalmente avere la certezza di sbocchi per lo smaltimento dei rifiuti, a un costo inferiore rispetto a quello attuale per il trasporto in Italia o all’estero, che costituivano una dipendenza.
Vi sarà inoltre la riduzione dei costi economici e ambientali legati ai trasferimenti dei rifiuti e il ricorso a tecnologie avanzate per garantire sicurezza, controllo e tutela ambientale.
I PRINCIPALI DUBBI
Risolverà tutti i problemi di Roma? La chiusura del ciclo dei rifiuti passa attraverso una programmazione che parte dalla riduzione dei rifiuti prodotti e termina con la valorizzazione dei materiali recuperati. Nel mezzo un servizio di efficiente raccolta dei rifiuti.
Si integrerà con la raccolta differenziata? Una tecnologia che prevede la combustione del tal quale è intrinsecamente alternativa alla raccolta differenziata.
Vantaggi per la produzione dell’energia termica? Uno dei vantaggi principali di un termovalorizzatore è il recupero di energia termica sotto forma di acqua calda e vapore, che può essere usata per riscaldare e fornire acqua calda a complessi residenziali posti in prossimità.
Il termovalorizzatore è la soluzione più avanzata tecnologicamente? E’ una soluzione tecnologica consolidata ed era all’avanguardia un paio di decenni fa. L’orientamento attuale e lo stato dell’arte della tecnologia, invece, sono diretti verso tecniche di ossidazione parziale e riciclo chimico.
Il termovalorizzatore risponde alle indicazioni dell’Unione Europea? L’Unione Europea non ritiene che la termovalorizzazione sia la migliore soluzione da attuare nella gestione dei rifiuti. Lo si evince dalla gerarchia delle azioni suggerite: la termovalorizzazione sta in fondo ed è esclusa dai progetti finanziabili.
PAURE DA SFATARE
Il termovalorizzatore verrà bloccato dall’Unione Europea? Per la Ue non esiste un divieto formale, ma si può ricorrere ai termovalorizzatori solo come opzione residuale, per i rifiuti che non si possono evitare e riutilizzare o riciclare.
Il termovalorizzatore inquinerà? Gli attuali sistemi di abbattimento delle emissioni inquinanti garantiscono un’ottima depurazione dei gas combusti dagli inquinanti principali prodotti nella combustione. Inoltre, i numerosi controlli a cui sono soggetti fanno sì che l’efficienza di tali sistemi sia continuamente certificata e verificata.
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