IL BRASILIANO SI CANDIDA A ROMA

Mar 17, 2026 | Costume e Società, Politica, Roma, Sociale | 0 commenti

Oggi a Roma è senz’altro il giorno di Massimiliano Minnocci, detto “Il Brasiliano”.

Per coloro i quali con conoscessero il personaggio, Massimiliano è un influencer di 46 anni, varie condanne a suo carico e procedimenti in corso, storico membro del gruppo Boys della Curva Sud della Roma, ha tentato diverse strade professionali: cantante, ristoratore, performer di OnlyFans.

Stavolta il suo obiettivo è il Campidoglio, anche se lui stesso ridimensiona il traguardo finale con una frase che ha già acceso discussioni, curiosità e ironie: “Sindaco? Ho la quinta elementare. Farò il consigliere”.

LA SFIDA DELLA PERIFERIA, E DEI SOCIAL

La discesa in campo è stata annunciata già da mesi con diversi fotomontaggi. In uno di questi annuncia la sua discesa in campo con uno slogan che esorcizza una delle sue dipendenze: “A Roma pezzi a metà prezzi”. L’allusione alla cocaina è chiara e la foto diventa presto virale.

Il Brasiliano prova a trasformare la notorietà social in proposta civica e lo fa scegliendo un terreno concreto, ovvero il malcontento diffuso nelle periferie della Capitale, che nasce da problemi grandi e piccoli, “strade rotte” e “quartieri abbandonati”, ritenendosi capace di parlare a chi ritiene Roma trascurata nei servizi più elementari. Ma dobbiamo chiarire che la sua notorietà deriva più che altro dalla TV, che poi ha alimentato i suoi social. Ospitato più volte su Rete4 a “Dritto e Rovescio”, protagonista di servizi delle Iene e di Enrico Lucci su Rai3, di casa alla Zanzara, dove ha iniziato il sodalizio con Giuseppe Cruciani, si è qui proposto come opinionista, a volte nella rappresentazione di “trash” a volte in quella di “persona vera”.

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Politicamente appare orientato sulla destra estrema, come sarebbe testimoniato da alcuni tatuaggi, ma anche da frasi inequivocabili pronunciate negli anni. Ma si presenterà fuori dai partiti tradizionali: “Voglio essere una voce indipendente che rappresenti chi non viene ascoltato. La mia voce in Campidoglio sarà una voce sociale che rappresenterà chi vive nelle periferie, che chiede solo servizi normali e dignità”. Per il primo punto del suo programma, il Brasiliano si impegna a dare un futuro agli ex detenuti. «Creeremo un’associazione dove proveremo a darvi una seconda opportunità, purtroppo per chi sbaglia in Italia non ci sono altre chance che continuare a delinquere. Ma io cercherò di darvene una».

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Ma il vero fulcro è la volontà di parlare di problemi dei quartieri più lontani dal centro: «Io vengo dalle periferie e so che cosa vuol dire vivere nei quartieri abbandonati. Le periferie sono dimenticate da tutti. Ma le periferie non vogliono pietà, vogliono futuro». Non grandi riforme, non una piattaforma articolata, ma un linguaggio comprensibile e immediato. Che sposta l’attenzione dal personaggio al malessere urbano e gli consente di cercare legittimazione presso un pubblico che magari non ne condivide i toni, ma riconosce la fondatezza di alcuni problemi evocati.

UN CURRICULUM PARTICOLARE

Un personaggio controverso. Si sta difendendo da una denuncia per diffamazione di Massimo Giletti, poiché aveva detto che il conduttore de “Lo stato delle cose” su Rai3, aveva avuto rapporti sessuali con Corona per averlo nel suo programma. Era arrivata alla ribalta delle cronache la vicenda in cui era stato accusato dalla fidanzata, che poi ha ritrattato, di averla picchiata con un bastone, provocandole la rottura del braccio, nel corso di una serata di alcool e droga. Fra i precedenti anche l‘aggressione ai danni di alcuni poliziotti, per la quale è stato condannato a 8 mesi di lavori socialmente utili. Mentre nel 2021 Minnocci aveva ricevuto il divieto di ingresso nell’isola di Ponza per tre anni dopo che, ubriaco, aveva seminato il panico fuori da un locale, scagliandosi contro le auto in sosta e poi anche contro i poliziotti intervenuti per calmarlo.

Una storia di “malavita” minore, che piace tanto ai giovani per altro, che ha visto la stessa fidanzata vittima di minacce esplicite con colpi di pistola sulla sua auto, in seguito ai quali aveva ventilato un ritiro dalla scena. Ad oggi invece, lo vediamo più lanciato che mai. In quella occasione raccolse anche la solidarietà del vignettista (comunista) Vauro, che aveva pure avuto con lui uno scontro in diretta, poi chiarito. Parole di riconoscimento del ruolo quasi rivoluzionario del Brasiliano, da parte di Vauro: “In tutti questi anni abbiamo continuato a vederci io e Massimiliano detto il Brasile. Ho avuto la possibilità di conoscere a fondo il suo impegno di riscatto. E lo ho apprezzato, continuo ad apprezzarlo. Sono felice se anche in minima parte ho potuto essergli di aiuto”.

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UNA RIFLESSIONE DA FARE

Ma la candidatura di Massimiliano ci costringe a fare delle riflessioni: sulla personalizzazione, che diventa anche estrema, della comunicazione politica; sul ruolo crescente degli influencer nel dibattito civile; sul labile confine che separa denuncia, provocazione e proposta politica.

Sarà il caso di evitare la divisione tra “la politica è diventata uno schifo” e “finalmente uno che dice la verità”. Sarà il caso di fare la cosa più difficile che poi èè quella che si tende a fare poco: approfondire, confrontarsi, stare a vedere, non avere pregiudizi, riconoscere i pifferai, quelli con i tatuaggi e quelli senza.

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Luca Pezzotti, Redazione di InfoLazio24

FONTI: Il Messaggero, Il sussidiario, Dagospia, Romait


 

 

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