A TRASTEVERE LA MODA DI VENEZIA DEL ‘700

Feb 12, 2026 | Artigianato, Costume e Società, Moda, Roma | 0 commenti

Abiti del passato rinascono con creatività a vita nuova. Di scena il riciclo di classe, con vecchi tessuti e merletti, con un omaggio doveroso a Giacomo Casanova.

Nel cuore di Roma, Venezia indossa abiti settecenteschi, rende omaggio al suo prediletto Casanova, e ci concede una raffinata sfilata, impreziosita ulteriormente dalla realizzazione con antichi ed eleganti tessuti… non d’oro, non esemplari unici, non commissionati da case reali: ma usati.

 

‘La Moda a Venezia nel 700’, realizzata dall’Associazione Culturale “L’Abito la Storia le Arti”, offre gratuitamente a Trastevere, fino al 15 febbraio nella galleria “Il Laboratorio” in Via del Moro 49, una mostra unica che prende spunto dai dipinti che raccontano la città lagunare di ormai quattro secoli fa.

Una ricerca storica accurata ha portato alla creazione di una decina di pregiati vestiti sartoriali, affiancati da tre abiti da oscar utilizzati da Fellini nel film Casanova. Rappresentazioni precise dell’epoca, riportano nel passato tra lazzi, intrallazzi e amori, dove l’eleganza era un modo di essere e parte intrigante nel gioco della seduzione e della vita.

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Anna Maria Currili e Paola Bonci, che guidano l’Associazione: “Quest’anno è il trecentenario della nascita di Casanova. Abbiamo voluto fargli un omaggio pensando che la sua figura rievoca allegria proprio mentre a Venezia inizia il Carnevale. E lo abbiamo voluto fare scegliendo di realizzare gli abiti con una filosofia cara alla nostra Associazione, quella del riuso di tessuti e materiali, per limitare l’impatto sull’ambiente”.

Una sfida che ha nei modelli il sapore di antico, ma è ‘moderna’ nel suo messaggio di sostenibilità. E dunque tende, tovaglie, copriletti abbandonati in un armadio o un cassettone, vengono elaborati con merletti e passamanerie avanzati alle nonne o alle zie.

Tra le scenografie veneziane di gondole e paline, curate da Claudia Giuliani, i tessuti usati non sembrano aver avuto una precedente esistenza e diventano abiti ricchi, all’altezza della vita di corte.

Corredi da matrimonio si trasformano in vestiti da nobildonna, velluti martellati da tappezzeria diventano la giacca di Casanova; e sotto, un gilet con un maestoso merletto a pizzo, ed un pantalone jabot che, ammaliati da questo contesto, ti viene voglia di indossarlo domani per andare a cena fuori.

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E allora, ti ricordi di essere in Italia, benedici il nostro proverbiale artigianato e il gusto innato. E sfogliando i ricordi di moda, ti torna in mente l’Alta Moda di Dolce & Gabbana, che sfilò qualche anno fa insieme all’Alta Gioielleria, a Piazza San Marco.

O quando la Venice Fashion Week Spring, celebrando i 1.600 anni di vita di Venezia, fece una dedica alle donne creative di Venezia, rese protagonista il Merletto di Burano, e gridò con coraggio che “il futuro è artigiano”.

Poi torni ad oggi, e pensi che secoli di saper fare italiano e veneziano e romano, tutto insieme per qualche giorno, sarà così vicino, solo per i nostri occhi.

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di Luca Pezzotti, Redazione di InfoLazio24


 

Foto di Copertina: sarte durante la Venice Fashion Week Spring 2022

Foto articolo: VOGUE, ANSA, Venice Fashion Week Spring 2022

 

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