LA XYLELLA NEL LAZIO

Mar 11, 2026 | Agricoltura, Economia, Informazione, Politica, Viterbo | 0 commenti

La “Xylella Fastidiosa” rappresenta un pericolo in tutta il mondo e anche Europa. Ha generato un disastro in Puglia. Da anni ormai sta arrecando gravi danni alle coltivazioni di olive del Viterbese, attaccando il sistema linfatico delle piante e provocandone la morte. Facciamo il punto sulla situazione nella nostra Regione, perché forse la vicenda sta prendendo una strada inattesa, che è bene comprendere e che ci fa riflettere in generale sul mondo politico e su il mondo dell’informazione.

COS’E’

E’ un batterio fitopatogeno che può causare gravi danni a colture come vigneti, ulivi, mandorle e frutti come ciliegie, pesche e agrumi, nonché a piante forestali come le querce e anche quelle ornamentali. Osservata per la prima volta in California, negli Stati Uniti, e introdotta in Europa dal Portogallo nel 2013. E’ trasmesso da insetti vettori (cicaline), che trasportano l’agente patogeno. Alcune aree all’interno di un paese sono particolarmente critiche per questa malattia, ed è generalmente meno comune nelle regioni fredde e ad alta quota. La coltivazione dovrebbe essere evitata il più possibile nelle regioni colpite.

I batteri che causano la malattia si insediano nei fasci vascolari xilematici delle piante, causando l’ostruzione di questi tessuti vascolari. A causa di questa ostruzione, le piante sembrano essere sottoposte a stress idrico (come la bruciatura fogliare), soprattutto durante i mesi più caldi.

Gli esperti affermano che non esiste una cura per la Xylella fastidiosa e aggiungono: “Potremmo trovarci di fronte a un dramma economico”.

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Xylella Fastidiosa Bacteria

LE PRIME REAZIONI

Già dalla fine di Febbraio è stato approvato un Piano di Azione Regionale per contrastare la Xylella, un atto fondamentale per la salvaguardia del patrimonio agricolo e paesaggistico. Il provvedimento mette in campo un rigoroso monitoraggio e contenimento, con un’attenzione per la Tuscia, in particolare i Comuni di Canino, Tarquinia e Montalto di Castro, areali che vanno protetti per tutelare economie storiche legate alla produzione di olio extravergine d’oliva di altissima qualità, che rappresentano l’eccellenza del Made in Italy nel mondo.

Il Piano prevede due argomenti: da una parte prevenzione e controllo, con ispezioni sistematiche, vigilanza alle frontiere e, ove necessario, immediati interventi di eradicazione; dall’altra la garanzia del supporto necessario agli agricoltori. Grazie anche alle strutture tecniche si sta agendo con tempestività per evitare che l’emergenza si diffonda e preservando l’integrità di uliveti secolari e del reddito di migliaia di famiglie.

Riguardo al sostegno concreto per le aziende agricole colpite dall’emergenza Xylella fastidiosa, c’è stato uno stanziamento complessivo di 200.000 euro, con cui l’Ente Regionale interverrà a favore di quelle imprese che, su disposizione del Servizio Fitosanitario, sono state costrette ad abbattere e distruggere piante infette o considerate a rischio contagio. Il provvedimento punta a dare respiro soprattutto alle realtà che hanno visto andare in fumo colture già in produzione, in particolare i mandorleti, con danni immediati sul piano economico. Gli aiuti saranno erogati in regime “de minimis” e potranno arrivare fino a un massimo di 50.000 euro per singola impresa nell’arco di tre anni, con l’obiettivo di compensare almeno in parte le perdite subite e consentire alle aziende di proseguire l’attività senza che l’emergenza fitosanitaria si trasformi in una crisi irreversibile.

La gestione operativa di questa misura sarà affidata ad Arsial, che si occuperà dell’istruttoria delle domande.

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AGGIORNAMENTI DI MARZO

Confagricoltura Lazio ha chiesto un incontro urgente con l’assessore all’Agricoltura della Regione e con il Servizio Fitosanitario Regionale per un chiarimento immediato sulle misure “annunciate o adottate”. Contestualmente si è fatta richiesta dell’apertura immediata di un tavolo tecnico-istituzionale, con il coinvolgimento delle rappresentanze agricole ed eventualmente di competenze scientifiche qualificate, per definire un quadro “su dati verificabili, proporzionalità degli interventi e corretta informazione pubblica”.

Confagricoltura ha chiarito un passaggio fondamentale, che mira alla gestione del fenomeno e dei suoi possibili risvolti negativi che possono intervenire da una scorretta gestione della comunicazione: “In queste ore si sta diffondendo un clima di forte allarme tra imprese e cittadini, alimentato da messaggi pubblici che rischiano di sovrapporre situazioni profondamente diverse e di generare panico ingiustificato”.

Ci sarebbe inoltre una approssimazione di fondo, che ha costretto a sottolineare che la sottospecie multiplex di Xylella fastidiosa “non può essere trattata e comunicata come se fosse automaticamente sovrapponibile ad altri contesti e ad altre varianti“, avvertendo più esplicitamente che “in assenza di evidenze di danno sul campo, l’adozione di misure drastiche e irreversibili rischia di essere sproporzionata e di creare un problema economico e sociale più grave del rischio che si intende prevenire”.

La tutela fitosanitaria è “un obiettivo condiviso, ma deve poggiare su evidenze, responsabilità e rigore. Le aziende agricole non possono diventare vittime collaterali di allarmismi e di misure non calibrate: così si mette a repentaglio la sopravvivenza economica di imprese, l’occupazione, l’indotto e l’equilibrio stesso di interi territori” conclude Confagricoltura.

Insomma è buono intervenire, ma ciò che si dovrà chiarire è se occorre evitare episodi che potrebbero indurre le vittime del batterio a dire: “anche meno”. Se da una parte è da notare la rapidità degli interventi da parte delle istituzioni pubbliche e l’attenzione de media, speriamo che eventuali eccessi dovuti alla voglia di mettersi in mostra o di vendere attenzioni e cure, vengano superati.

Attendiamo la fine di questa vicenda, nel frattempo come mezzi di informazione e da lettori, che ognuno faccia la sua parte, gli ulivi e l’agricoltura infatti, è patrimonio di tutti gli abitanti del Lazio. E non solo.

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Luca Pezzotti, Redazione di InfoLazio24


 

FONTE: ANSA – Regione Lazio – zirai.org

FOTO: ulivo secolare fotografato da VisitRoseto – floresyplantas.net – Science Surce

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