di Luca Pezzotti, Redazione di InfoLazio24
Aiuto di 7,7 milioni di euro per i Comuni. In particolare si darà la possibilità di chiudere in anticipo alcuni mutui contratti con Cassa Depositi e Prestiti.
Si potranno togliere dai bilanci pesi che per anni hanno sottratto margini di manovra alle amministrazioni locali. Una formula tecnica, ma con effetti concreti.
Ora si vedrà se questa misura sarà utilizzata dai Comuni per fare buona o cattiva spesa, se verrà dato spazio alla gestione virtuosa delle risorse pubbliche, come avviene in tanti casi, o all’utilizzo di queste per alimentare interessi di parte, come a volte purtroppo avviene.
L’operazione si inserisce nella strategia regionale di riordino dei conti pubblici e di sostegno alla capacità di spesa degli enti territoriali.
Potranno essere estinti anticipatamente soltanto i prestiti con scadenza successiva al 31 dicembre 2026, purché già interamente garantiti da contributi della Regione.
Cioè se un mutuo è già coperto da un contributo pubblico e non ha più una funzione strategica nel lungo periodo, meglio chiuderlo prima e trasformare quel margine in capacità operativa.
Una misura molto importante per chi conosce la quotidianità dei Comuni. Pagare le rate del debito significa non destinare risorse altrove, e se il debito è importante, diventano più difficili anche gli interventi ordinari: la manutenzione delle strade, la cura delle scuole, il ripristino degli impianti, la sistemazione del patrimonio urbano, il rafforzamento dei servizi ai cittadini.
Alleggerire quel vincolo significa restituire libertà amministrativa, e in alcuni casi anche velocità decisionale.
Un vantaggio contabile che può cambiare il modo in cui un Comune programma il proprio futuro, con meno rigidità e più scelta, meno passività finanziarie e più possibilità di intervenire dove è necessario o urgente.
La delibera viene letta dai promulgatori regionali come un segnale agli amministratori locali: la Regione intende supportare i territori con strumenti che abbiano un effetto sia sui bilanci che sulla gestione ordinaria.
Il riferimento a una nuova stagione di investimenti e sviluppo va letta in questo modo quindi, ovvero prima si alleggeriscono i bilanci, poi si crea il terreno per investire meglio.
L’effetto non sarà lo stesso per tutti i Comuni, dipenderà dalla struttura del debito e dalla situazione finanziaria di ciascun ente. Ma per tutti ci sarà la possibilità di tradurli in opere, servizi e manutenzioni che i cittadini possano vedere e toccare.
Ci si aspetta che le amministrazioni pubbliche locali cambino passo, il calendario delle opere e degli interventi, che migliori la capacità di rispondere ai bisogni, quotidiani e di lungo termine, senza restare bloccati da impegni finanziari ereditati dal passato.
Una prova che si pone sullo stesso piano di quella a cui sono state e sono chiamate le Istituzioni locali in questi anni di PNRR, fare in modo che le risorse dello Stato siano impiegate per lo sviluppo e il benessere, e non per favorire processi di cattiva gestione che ci tengano lontano dall’efficienza che si registra in altri Paesi Europei, e in altre Regioni d’Italia.
FOTO: Rappresentazioni di InfoLazio24







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