LA LOTTA ALLA VIOLENZA SULLE DONNE NEL LAZIO NEL 2025

Gen 7, 2026 | Cultura, Frosinone, Istruzione, Latina, Lazio, Rieti, Roma, Sociale, Viterbo | 0 commenti

Proponiamo un Report 2025 sul fenomeno della violenza sulle donne nella Regione Lazio.
Abbiamo trattato i numeri più importanti, ma soprattutto raccolto, divisi per Provincia, alcuni tra i Progetti e le iniziative migliori, eventi e manifestazioni, proteste ed incontri.
Una rassegna ricca di spunti, esempi virtuosi e link di approfondimento, che non solo vuole rendere merito al tessuto istituzionale ed associativo della nostra Regione, ma vuole offrire idee e buone pratiche che possono essere perseguite in futuro.

 

CONTESTO NAZIONALE

Il 2025 ha visto la stabilità dei numeri rispetto al 2024, con una maggiore consapevolezza da parte delle donne e un calo delle violenze del partner.

Secondo quanto diffuso dall’Osservatorio Nazionale di “Non Una Di Meno”, i dati del 2025 ci dicono che sono 6 milioni e 400mila, pari al 31,9% delle italiane tra i 16 e i 75 anni, le donne che hanno subito almeno una violenza fisica o sessuale nella vita. Quasi il 74% sono donne italiane, mentre le più colpite tra le straniere sono le Rumene, le Ucraine, le Marocchine, subito prima delle Russe, delle Peruviane e delle Macedoni. Da notare che le donne straniere uccise sono aumentare del 20%.

I femminicidi nel 2025 sono stati 81, più altri 14 in fase di accertamento o suicidi indotti, in leggero calo rispetto al 2024, anche se manca l’ufficialità dei dati degli ultimi mesi del ’25.

Si intensifica il contrasto al fenomeno: in forte aumento gli ammonimenti del Questore: 7.571 (+70,6%), di cui 2.731 per stalking (+86,6%) e 4.840 per violenza domestica (+63,6%).

 

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IL LAZIO

La Regione Lazio ha creato dal 2016 di un sistema informativo, chiamato LARA, che rende utili tutti i dati disponibili sulla violenza contro le donne, provenienti dalla rete delle case rifugio e centri antiviolenza.

I numeri nella nostra Regione appaiono in calo, in controtendenza rispetto al biennio 2023-24, quando c’era stato un aumento delle violenze sessuali sulle donne in tutti i capoluoghi di provincia del Lazio, esclusa Latina.

Su tutti gli episodi avvenuti a livello nazionale, il Lazio inoltre si pone al 5 posto, con il 7,4% dei casi (dietro Lombardia 26,3%, Campania 14,7%, Toscana 8,4%, Emilia Romagna 8,4%; le regioni più sicure per le donne, con percentuali intorno all’1%, sono Veneto, Sardegna, Friuli Venezia Giulia, Molise e Trentino Alto Adige).

Riguardo ai femminicidi, nel Lazio si sono registrati 6 casi, tutti a Roma.

 

ROMA

Peculiare nella Capitale è stato lo svolgimento di manifestazioni che l’anno animata nel tentativo di esprimere indignazione ed impegno civile, che hanno coinvolto giovani, scuole, associazioni e il Comune. E’ Valentina Costantini, Corriere della Sera di Roma, che ci rendiconta questo esempio civico positivo.

Giustizia postuma per Manuela Petrangeli, uccisa nel 2024 dall’ex compagno. E rabbia per Ilaria Sula, studentessa 22enne ammazzata dall’ex fidanzato nel 2025 che esplode alla «sua» Sapienza tra fumogeni e cori. E poi iniziative per prevenire i femminicidi, come le lezioni di educazione affettiva promosse dal Campidoglio e da Non una di meno.

Dopo il Flash mob nel cortile di Scienze Politiche c’è stata una manifestazione improvvisata. «Per Ilaria, per tutte», è la maxi scritta in vernice viola lasciata dopo il sit-in commosso in ricordo della giovane sulle scale del rettorato. L’iniziativa era del Collettivo Zaum e del Progetto Athena.

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C’è stato tuttavia un fatto controverso, sempre da parte del Collettivo Zaum: la panchina rossa contro la violenza di genere installata alla Sapienza l’11 dicembre, donata dall’As Roma, è durata circa un’ora. Appena il tempo di inaugurarla, all’ombra della Minerva in Città Universitaria, che una ventina di attivisti ha deciso di distruggerla e gettarla nel secchio dell’immondizia. Un atto che ha spiazzato molti cittadini, compiuto per chiedere atti concreti e non simbolici.

La replica della Rettrice Antonella Polimeni: “Riteniamo che l’obiettivo di un grande Ateneo come il nostro sia quello di mettere in atto azioni concrete e simboliche, di costruire una comunità educante, di cercare alleanze e di costruire esempi. Starà alla nostra comunità stabilire se l’esempio corretto è quello di chi posa simboli o di chi li distrugge”.

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Ma c’è dell’altro: la Rettrice veniva accusata di aver chiuso un centro antiviolenza, riferendosi allo spazio occupato autogestito all’interno della Città Universitaria, sgomberato e ripreso dai vertici dell’Ateneo un anno fa, ristrutturato e trasformato in aula studio. Tra le varie attività, dentro allo spazio occupato “Tre Serrande”, secondo gli attivisti, c’era anche uno sportello antiviolenza. La presenza di questo servizio, però, era stata messa in discussione dall’Ateneo.

Tra le azioni concrete dell’Ateneo tuttavia, si annovera quella dell’apertura di un centro antiviolenza a pochi passi dalla facoltà di Psicologia, a Luglio 2022, uno sportello di ascolto e tutela per ragazze e donne vittime di violenza fisica e psicologica, abusi e discriminazioni di ogni genere.

La prevenzione nell’educazione. Proprio in memoria di Ilaria Sula la stessa Sapienza ha voluto intitolarle un premio di tesi che andrà agli elaborati sui temi della violenza maschile: approvato inoltre un nuovo Codice contro le molestie, incluse quelle morali con regole ferree sui comportamenti e gli atti discriminatori. «Vorremmo spiegare al governo perché c’è bisogno di educazione sesso-affettiva nelle scuole, le statistiche ci dicono che ci sono sempre più le giovanissime coinvolte nella violenza di genere».

Danze e simboli contro la violenza. Sulla stessa linea i progetti del Comune, che nella sala della Protomoteca ha organizzato «Nessuna scusa – le parole giuste», l’evento con protagonisti studenti del progetto «A Scuola di Parità». Gli alunni hanno prodotto video e campagne in un percorso che ha raggiunto oltre 5.000 studenti con attività educative dedicate a linguaggio, stereotipi, relazioni e prevenzione.

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Momenti di riflessione e di cultura al Santo Spirito in Sassia, per l’appuntamento promosso dalla Regione Lazio. Simbolica panchina rossa installata dalla Fondazione Musica per Roma all’Auditorium Parco della Musica, mentre Adr ha promosso una performance di danza con protagonisti i ballerini del Teatro dell’Opera tra i passeggeri e alla presenza della direttrice della Scuola di Danza Eleonora Abbagnato.

 

VITERBO

Il Prefetto di Viterbo Pomponio ha presentato il bilancio sociale dell’attività svolta nel 2025. Nel quadro generale di una diminuzione dei reati, le violenze sessuali e gli omicidi dolosi sono rimasti stabili.

Le segnalazioni per reati di genere rappresentano un numero significativo, per un totale di 211 casi per i primi undici mesi del 2025. In relazione ad essi, le forze dell’ordine hanno attivato 63 vigilanze generiche radiocollegate, oggetto di un mensile monitoraggio e rivalutazione.

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La polizia ha eseguito sette misure cautelari in un solo mese per violenza domestica e di genere, in seguito a numerose denunce. Le storie riferite hanno messo in luce relazioni difficili con episodi continui di violenza nei confronti delle mogli o delle conviventi, anche in presenza dei figli minori. Le donne, alcune dopo anni di maltrattamenti fisici ed assoggettamenti psicologici, sono riuscite con l’aiuto del personale specializzato dei centri antiviolenza a denunciare i fatti.

Sempre su iniziativa della polizia di Stato, è sceso in campo il Camper antiviolenza con la finalità di sensibilizzare ed informare la cittadinanza sulla prevenzione e contrasto ad ogni forma di violenza.

All’istituto d’istruzione superiore “Vincenzo Cardarelli” di Tarquinia e all’istituto tecnico tecnologico statale “Leonardo da Vinci” due conferenze sui temi della legalità e del contrasto alla violenza di genere. Al Cardarelli in particolare, insieme all’Associazione Semi di Pace, attraverso il Progetto Rondini si è inteso promuovere rapporti positivi fatti di dialogo ed accettazione delle diversità.

Al Teatro dell’Unione e sulla scalinata e nel cortile di Palazzo dei Priori, è stata allestita una suggestiva installazione di scarpette rosse, realizzate dall’associazione Yarn Bombing nell’ambito del progetto patrocinato dal Comune di Viterbo Le scarpette rosse di Madalina: un’opera collettiva che, attraverso il linguaggio dell’arte tessile, richiama il valore del ricordo e della lotta contro ogni violenza.

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Il Tavolo permanente contro la violenza di genere. Oltre al Comune e alla Provincia, il tavolo include l’Ufficio per le pari opportunità della Provincia, la Prefettura, la Polizia di Stato, il Comando provinciale dei Carabinieri, la Asl, il Tribunale, la Procura della Repubblica, la Camera civile, l’Ordine degli avvocati, il Centro studi criminologici, l’associazione Erinna, l’associazione Kyanos, Arcigay, Fidapa Viterbo, Inner Wheel Viterbo, Ponte Donna, il centro antiviolenza Penelope, il centro antiviolenza dell’Università della Tuscia, Parva Casa delle Donne, Spondé (A.VI.RE) e l’associazione Campo di Marte.

 

FROSINONE

Importante l’Evento “Dentro la mente dell’autore”: una giornata per comprendere la violenza di genere nelle sue prospettive psicologiche, giuridiche e sociali. All’interno del lavoro svolto dall’Azienda Sanitaria Locale, esperti provenienti dai settori della psicologia, del diritto, dell’antropologia e dei servizi socio-sanitari, hanno offerto una panoramica sulle principali cornici teoriche, sui modelli culturali che influenzano i comportamenti violenti e sulle dinamiche relazionali che caratterizzano i contesti di abuso.

Sono stati affrontati i diversi approcci d’intervento, dal supporto ai maltrattanti ai servizi territoriali di tutela, evidenziando la necessità di un lavoro integrato tra professionisti e istituzioni. Concludendo la giornata con una tavola rotonda dedicata al confronto tra operatori e alla condivisione di buone pratiche.

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Altro esempio positivo è stato l’inaugurazione presso il Comando Provinciale dei Carabinieri di Frosinone della “Stanza Tutta per Sé”, un ambiente riservato e accogliente pensato per ricevere le vittime in modo discreto e protetto. Il progetto è frutto della collaborazione tra l’Arma dei Carabinieri e il “Soroptimist International Italia”. La stanza, che offre anche un’area dedicata ai bambini, è progettata per creare un ambiente intimo e familiare che permetta alle vittime di sentirsi più a loro agio durante l’audizione protetta.

Il progetto è stato realizzato grazie alla collaborazione di diverse realtà locali, tra cui la Provincia di Frosinone, il Rotary Club di Frosinone e il mobilificio Bruni di Sora, e ha visto il contributo dell’artista Daniela Nardelli, che ha arricchito l’ambiente con le sue opere. La stanza inaugurata a Frosinone è una delle oltre 215 già realizzate in tutta Italia grazie a questa collaborazione.

Da segnalare anche l’iniziativa “Solo perché donne”, promossa dalla Provincia di Frosinone e dalla Consulta delle Elette, che ha rappresentato un momento di riflessione collettiva e progettualità concreta. Si tratta di un Forum permanente contro la violenza di genere dalle scuole al territorio: progetti, simboli e rete antiviolenza per un cambio culturale. L’iniziativa coinvolge istituzioni, università e associazioni.

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LATINA

Purtroppo è dovere di cronaca citare il caso di Aurora Livori, uccisa per strangolamento a Milano sembrerebbe da un pregiudicato peruviano irregolare, che ha raggiunto la cronaca nazionale. Sono in corso le indagini per comprendere le motivazioni di questo crimine, se c’è stata violenza sessuale, e soprattutto ci sarà una riflessione (ci auguriamo) sul fatto che il presunto colpevole doveva già essere in galera o espulso dall’Italia, invece di essere libero di minacciare e uccidere delle donne.

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Tornando alla cronaca virtuosa, la Polizia di Stato di Latina, grazie al supporto offerto dall’Associazione di promozione sociale “La Scuola di Atene”, ha sottoscritto un protocollo d’intesa, con l’obiettivo di agire per prevenire tutte le forme di violenza attraverso percorsi di supporto per chi maltratta e abusa. Il “protocollo “Themis”, che prende il nome dalla dea della giustizia nella mitologia greca, siglato con il Questore di Latina, rientra nel quadro di iniziative volte alla prevenzione dei reati promosse nell’ambito delle attività della Divisione Anticrimine della Questura di Latina.

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La sottoscrizione prende spunto da un più ampio programma europeo, denominato ENABLE, un modello d’azione innovativo, che amplia l’efficacia dello strumento di natura amministrativa dell’Ammonimento del Questore, un’intesa in materia di atti persecutori e maltrattamenti per intercettare le condotte a rischio, volto al miglioramento della gestione delle emozioni.

Il Comune di Latina, insieme a Provincia di LatinaRegione LazioCulturArte e Assipromos, ha promosso il convegno “Cresciamo nel Rispetto – Dalla scuola nasce la libertà nella parità”, un appuntamento conoscitivo, informativo e formativo dedicato al tema della violenza di genere e rivolto alla cittadinanza, alle scuole, alle famiglie e agli operatori del settore. Il convegno ha teso a promuovere la parità di genere in classe, iniziando fin dai più piccoli, a sviluppare sensibilità, creatività, professionalità per integrare questo tema nel quotidiano scuola e nel curricolo, così da contribuire a coltivare una generazione di giovani consapevoli, inclusivi ed empatici, pronti a costruire un mondo più equo per tutti realizzando attività inclusive e coinvolgenti, adatte a diverse fasce d’età, come le esperienze di coding e STEM che coinvolgono i bambini in discipline e laboratori promuovendo rispetto reciproco e la non violenza.

Un successo la giornata formativa dedicata alla “Violenza sulle donne e divario di genere nell’era digitale”, organizzata dalla Asl di Latina. L’evento ha riunito operatori sanitari e forze dell’ordine, magistratura e associazioni del territorio, e rientra nelle iniziative nell’ambito del protocollo d’intesa siglato appunto tra l’azienda sanitaria di Latina, la questura e il comando provinciale dei carabinieri.

Nel corso degli interventi sono state evidenziate anche criticità investigative e la necessità di un lavoro coordinato e integrato tra ambito sanitario e magistratura.

 

RIETI

Anche a Rieti, dopo il biennio 2023-2024 che aveva visto una impennata dei casi, nel 2025 ci si aspetta uno stabilizzarsi dei numeri, se non una leggera diminuzione. Grande il lavoro di prevenzione, ad esempio per quanto riguarda l’azione dei Carabinieri: 104 casi trattati (+62%), 59 “codice rosso” (+90%), 87 braccialetti elettronici (+98%), e sono cresciuti gli ammonimenti del questore (21) per stalking e violenza domestica.

Agenti specializzati della divisione polizia anticrimine, sezione ufficio minori e vittime vulnerabili della questura di Rieti, con la collaborazione del Centro antiviolenza “Angelita”, hanno raccolto segnalazioni, fornito consigli e illustrato gli strumenti di legge a tutela delle vittime, distribuito un opuscolo con testimonianze e consigli, nella campagna permanente “Questo non è amore”. La questura di Rieti sarà presente con un camper. L’iniziativa si è spostata all’ospedale de Lellis, con uno stand e personale dedicato.

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In quanto a strumenti di contrasto, molti risultati li sta portando l’Ammonimento del questore, provvedimento che non richiede denuncia, ma solo segnalazione, finalizzato a stoppare molestie, minacce o comportamenti intrusivi ed evitare che degenerino; spesso, accompagnato dal Protocollo Zeus, sottoscritto con la Asl di Rieti, per il recupero degli autori.

La polizia ricorda anche l’importanza della App “YouPol”, attraverso la quale i cittadini, in forma anonima, possono segnalare gli illeciti alla questura.

Con l’iniziativa “Contro la violenza: ascolta, comprendi, sostieni”, il Comune di Rieti ha promosso attività sotto lo slogan “Tutti insieme per dire no alla violenza”. Tra queste, un convegno dell’Associazione Pro territorio e cittadini odv: quesiti e cause, con le risposte di psicologi, criminologi, informatici forensi, penalisti e volontari dell’associazione.

Violenza di genere, una tavola rotonda in Asl per fare il punto della situazione. Nell’Aula Magna della Asl di Rieti, si è tenuto l’evento dal titolo In rete contro la Violenza, una tavola rotonda all’interno della quale è stato tracciato un bilancio del Protocollo interistituzionale contro la violenza di genere, gli abusi sui minori e sulle persone in condizioni di particolare vulnerabilità.

Il Protocollo pone risalto gli obiettivi della formazione, della creazione di percorsi mirati ed adeguati alle esigenze delle singole categorie vulnerabili, sviluppando sinergie interistituzionali per rendere più efficaci le azioni condivise e puntare al raggiungimento di obiettivi comuni. Un Protocollo in continuo aggiornamento e ‘sempre aperto’ all’adesione di altri soggetti.

Ad un anno dalla stesura del Protocollo, la Asl di Rieti ha attivato, in collaborazione con CAPIT Nido di Ana, due sportelli antiviolenza, all’interno del progetto FARI (Formare, Assistere, Riabilitare, Inserire), di cui alcune vittime di tratta, mutilazioni genitali e spose bambine. Il secondo sportello è stato inaugurato presso il Consultorio familiare di Passo Corese. Rientrano nelle attività svolte in questo anno dalla Asl di Rieti il percorso di prevenzione avviato negli Istituti scolastici del reatino.

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“Il Nido di Ana OdV”, forte dell’esperienza nella gestione per conto del Comune di Rieti, ha avviato l’indagine nazionale “Il peso del silenzio”. Un progetto condiviso presentato alla Camera dei Deputati  alla presenza di rappresentanti istituzionali nazionali e regionali. L’indagine ha l’obiettivo di quantificare nelle donne il legame tra violenza di genere e fibromialgia, e il Nido di Ana sarà capofila dei CAV del Lazio. L’indagine è supportata scientificamente dallo Studio di Genere dell’Istituto Superiore di Sanità, che ha evidenziato come la violenza di genere possa lasciare cicatrici sul DNA, favorendo l’insorgenza di malattie.

“Parete di genere”: a Rieti e Poggio Mirteto flash mob AiCS intorno alla disciplina del Padel contro la violenza sulle donne, presso il Padel Club Rieti e l’Eden Padel Mirtense di Poggio Mirteto. In contemporanea con oltre 25 province, si è giocato per le pari opportunità. Prima del gioco, in diretta nazionale, talk sulla salute femminile e sulle forme di violenza che non ti aspetti. Oltre 1.100 gli atleti e atlete amatoriali – a coppie miste senza limiti di età – si sono incontrati in contemporanea sui campi di 50 circoli sportivi. La battuta d’inizio è stata a Roma, alle 10.00 al X4 Padel Club di Ostia.

Al Cinema Moderno la proiezione di L’affido, il film di Xavier Legrand premiato con il Leone d’Argento e il Leone del Futuro alla Mostra di Venezia 2018, una serata per dire no alla violenza di genere, organizzata dall’associazione Il Nido di Ana. La pellicola affronta con lucidità e durezza il tema dell’affido dei minori in contesti di violenza domestica, raccontando la realtà spesso invisibile della violenza assistita: quella che bambini e bambine subiscono indirettamente vivendo in famiglie segnate da abusi e sopraffazioni.

Riportiamo anche la firma del protocollo d’intesa tra Unarma e il centro antiviolenza “Angelita”: un pilastro importante nella lotta alla violenza di genere, un accordo cruciale per supportare le donne vittime di violenza con servizi di eccellenza e formazione. Le iscritte potranno accedere a servizi di consulenza legale, psicologica e di mediazione. Inoltre saranno organizzati corsi di formazione e sensibilizzazione sul tema.

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Progetto Rispetto: la forza di un’alleanza contro la violenza di genere. Nato dall’intesa tra Fondazione Conad ETS e Polizia di Stato è “patto di responsabilità” pensato per combattere la violenza di genere alla radice. L’obiettivo è trasformare la cultura delle relazioni: dal linguaggio ai comportamenti quotidiani, fino alla capacità di riconoscere e contrastare segnali di abuso e discriminazione.

Il cuore dell’iniziativa è il portale ProgettoRispetto.it, dove scuole, docenti e studenti possono trovare materiali didattici, guide pratiche, infografiche e attività pensate per affrontare nelle classi con chiarezza e delicatezza temi complessi come il consenso, l’uguaglianza, il rispetto reciproco e le diverse forme di violenza: fisica, psicologica, sessuale, economica e assistita. Veri e propri ‘laboratori di cambiamento’, spazi di confronto che stimolano la riflessione e incoraggiano i ragazzi a sviluppare competenze relazionali fondate sul rispetto e sulla libertà. Fondamentale il coinvolgimento delle famiglie, per prevenire sul nascere dinamiche di violenza.

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La rete capillare di negozi Conad farà da cassa di risonanza mediatica di questa iniziativa, mentre Campus sarà partner divulgatore di Progetto Rispetto: con oltre trent’anni di esperienza nel settore dell’orientamento e una presenza consolidata con il Salone dello Studente, Campus garantirà la massima visibilità al progetto, offrendo un palcoscenico privilegiato.

Solo unendo competenze, risorse e visione si può contribuire a costruire una società più giusta, inclusiva e libera dalla violenza di genere. In quest’ottica si sta creando una rete con enti del terzo settore e istituzioni uniti dallo stesso obiettivo di contrastare la violenza di genere e promuovere una cultura del rispetto.


Luca Pezzotti, Redazione InfoLazio24


 

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